Penocchio e Ardigò campioni sociali lombardi 2019

 Loro, sono cani con la testa. In un primo giugno sahariano, nel pavese che dimentica le risaie e si trasforma in riflesso di Appennino, superando maggesi ritardatari in attesa di essere sfalciati, tra distese d’orzo esuberante nell’altezza, tra l’intrigante macchia della Val di Nizza, una mattina sei femmine orgogliose di beagle harrier sono andate a prendersi il titolo meritato, quello di campionesse regionali 2019.


Ada, Guida, Cuba, Orsa, Nora ed Emma, riconosciuta la preda da agganciare, ignorate le trance ungulate, hanno lavorato con tutto il cervello possibile per seguire solo e soltanto quella lepre che valeva l’addestramento, per le più sagge, di almeno quattro anni di seguite in montagna.


La durezza, la sfida della fatica, la coerenza di Rudy Penocchio e Roberto Ardigò, compagno venatorio, di allevamento e tante avventure alle spalle, hanno sigillato un successo che merita di diventare un pezzo di letteratura cinofila, se solo Rudy e Roberto avessero tempo per lasciare una traccia didattica del loro meticoloso lavoro, per tutti gli appassionati o neofiti del segugio.


Penocchio e Ardigò infatti lo dicono: “La LEPRE con tutte le maiuscole, senza nulla togliere al resto delle altre esperienze, che ti mette a dura prova, è in montagna. Per arrivare all’obiettivo però servono meticolosi allenamenti, selezione continua dei soggetti”.


Il risultato è presto detto: uno straordinario primo posto in batteria, la muta di Penocchio e Ardigò arriva nell’asprezza cocente della valle pavese a 161,5 punti, uno straordinario eccellente che sigilla tutte le sei femmine campionesse regionali.

Non è la prima volta che i loro beagle harrier conquistano titoli e aggiungono eccellenti nei libretti di qualifica ma è certo che il contesto ambientale dà un sapore diverso a quella prova. Non è per tutti. Ed anche un molto buono degli altri cani in gara ha il valore di una maratona chiusa con passo costante e tenace.


Nella combinata prova di lavoro ed expo, la muta conquista in ring altri sei eccellenti, il cac di Nora, ora campione italiano di bellezza, e la miglior giovane femmina per Orsa, che a soli 13 mesi in lavoro porta a casa 163 punti. Ma tutti insieme non bastano, per un soffio, per uguagliare il risultato espositivo del primo assoluto, che pur avendo ottenuto il molto buono nella prova di lavoro, sale sul primo gradino del podio regionale.


Il titolo di campionesse regionali è comunque conquistato per le beagle harrier di Robecco d’Oglio e Binanuova, prime di batteria. Ma ciò che è scritto però nella storia di questi soggetti dimostra che si può ottenere l’eccellenza morfologica assieme all’eccellenza nel lavoro. E’ un’impresa che richiede anni di selezione.



Ogni due anni facciamo una cucciolata – raccontano Penocchio e Ardigò che allevano la razza da circa 14 anni –. Teniamo il 60-80% dei soggetti, li selezioniamo solo dopo i due anni e mezzo. Quindi tutti i nostri cani in gara arrivano direttamente dal nostro allevamento. Li addestriamo a rispettare gli animali che non devono dar luogo a seguita, niente ungulati, niente caprioli. I cani apprendono a stare solo sulla lepre. Alla fine, vedono davvero solo la lei. L’esperienza di lavoro a Casa Boschi, dove si spara alla lepre, ci ha dato tanto.

Certo, non è semplice, non bisogna arrendersi. A volte i risultati ti danno contro. Ma occorre essere tenaci e far virtù anche degli errori. Ad aiutarci in questa missione c’è senz’altro il collare satellitare. Ci consente di vedere, di capire come lavora il cane, dove va in fallo, come risolve l’errore. E’ uno strumento fondamentale, per lavorare non solo in sicurezza ma per “tirar fuori” il talento di ciascun cane, aiutandolo a ragionare, a migliorarsi. L’obiettivo è l’eccellenza”.


Il giudizio di Mapelli “suona” da solo: “Muta tipica e omogenea, cerca briosa e collegata, dopo 30′ si rileva passata, buone le voci, l’erba alta impedisce di svolgere il giusto lavoro. Nonostante questo si giunge allo scovo. La seguita si svolge attraversando un grande campo di grano (orzo, ndr)… Oltrepassano strada asfaltata, giunti su una spianata la percorrono per un buon tratto, andati in fallo chiudono il turno”.


Sì, solo dopo i primi 25′ – ci spiega Rudy ancora emozionato – a causa di difficili oggettive condizioni ambientali, si incontra una buona passata. Inizia il lavoro! L’adrenalina sale… La nostra muta risale per due impervi terreni… costeggia una mulattiera vicina al bosco… Ed ecco che il cuore batte fortissimo! Dai, che ci siamo. Parte la seguita, eccole, forza “ragazze”! Le sei femmine proseguono su due seminativi di orzo, scendono per altri due rettangoli di graminacea, poi si arriva ad una strada asfaltata che le porta in fallo. Ma lo risolvono. Ecco, arriva un altro campo d’orzo, alto, altissimo, ma ormai il destino è scritto, perché c’è un nuovo incontro con la lepre. L’addestramento esce in questi momenti che sono vita venatoria allo stato puro. Gioia. Appagamento”.


E l’appagamento di Penocchio e Ardigò dura per altri 20 minuti di invidiabile seguita costante. La lepre scende la valle, ma c’è un reincontro, la canizza dice tutto. Ad un certo punto si arriva ad un corso d’acqua, vanno in persa, si dividono. Il giudice suona. Quello che doveva vedere, l’ha visto. La gioia è immensa, e parte il pianto.


Ora Rudy e Roberto pensano alle prossime prove, intanto al fianco di papà Penocchio c’è il giovane quindicenne figlio Matteo.

Gli dico sempre che prima ci si appassiona al cane, poi ai fucile”.


Stefania Piazzo

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